CONCLUSE LE CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DEL BEATO PIER GIORGIO FRASSATISanta Messa celebrata dal Card. Achille Silvestrini
Un vero itinerante, appassionato di Dio e degli uomini!". Padre Carlos Azpiroz Costa, Maestro dell'Ordine dei Frati Predicatori, ha ricordato così la figura del beato Pier Giorgio Frassati, durante l'omelia pronunciata nel corso della Santa Messa presieduta, sabato 13 marzo, dal Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, nella Basilica romana di Santa Sabina, a Conclusione delle celebrazioni per il centenario della nascita del beato torinese (6 aprile 1901). Per la chiusura di un anno scandito da celebrazioni, manifestazioni e incontri volti a commemorare "l'uomo delle otto beatitudini", la fraternità domenicana si è raccolta in preghiera assieme a tanti giovani e fedeli di diversi gruppi, movimenti e sodalizi di cui fece parte il beato Pier Giorgio nel corso della sua breve ma intensa vita. Sabato pomeriggio così, a pochi mesi dalla XVII Giornata Mondiale della Gioventù, nella quale il beato Frassati sarà uno dei modelli proposti per la sua fedeltà radicale al Vangelo, molti giovani si sono dati appuntamento al Convento dei Padri Domenicani, all'Aventino, per prendere parte alla solenne Celebrazione. Con il Cardinale Silvestrini hanno concelebrato oltre 50 presbiteri, tra cui Mons. Renato Boccardo. Erano presenti il Cardinale Opilio Rossi; Fr. Gerald Stookey, Promotore Generale del Laicato Domenicano; Fr. Dominique Renouard, Vicario del Maestro dell'Ordine dei Frati Domenicani; la sorella del beato, Luciana Frassati, i nipoti e i pronipoti. Hanno inoltre partecipato Ernesto Diaco, Vice Presidente dell'Azione Cattolica Italiana, alcuni Rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, e diversi esponenti di vari gruppi ecclesiali. Nel contemplare la forza vitale con cui il beato Pier Giorgio conduceva la sua esperienza di fede, donandosi agli altri fino all'ultimo, Padre Azpiroz ha fatto eco al suo invito a diventare davvero persone libere, a ricercare la vera felicità, a vivere con entusiasmo il dono della vita. "La libertà che cercava - ha detto durante l'omelia - , anche se manifestata nell'alpinismo, nella festa, nello stare insieme, nel superare un esame, nel finire la tesi, era ben altra! Lui cercava "realtà definitive". Cercava di costruire una vita di contemplazione, di comunione; cercava anche di far partecipi gli altri del frutto di questa comunione, costruendo una vita attraverso tre piani inseparabili: il rapporto con il mondo come "Signore"; il rapporto con gli altri - le persone - come "Fratello"; il rapporto con Dio come "Figlio". E' questa vita, animata dal mistero della comunione e partecipazione, costruita su tre piani, che lo ha veramente "crocifisso" e insieme lo ha "liberato completamente". "Il suo progetto di vita - ha aggiunto -, la vocazione alla quale è stato chiamato, sembra fosse divisa da queste due dimensioni: verticale e orizzontale. Pare che questa sia stata la sua croce, e perciò la sua luce! Un cammino dall'eroismo alla felicità! In tante lettere ai suoi amici faceva suo il pensiero di Agostino: "Ci hai fatto per Te Signore, e il nostro cuore non è tranquillo finché non riposa in Te". Dietro ogni sua azione, infatti, c'era qualcosa di più profondo che lo spingeva... Questa mèta gli faceva cercare sempre qualcosa di più, anche se questo voleva dire sacrificare tante cose importanti per lui: gli affetti più cari. Pregava Iddio di dargli la forza di giungere al Fine per cui era stato creato. Lui cercava la vera "felicità". L'impegno nella vita sociale e nella Chiesa caratterizzò ben presto il suo molteplice apostolato: un impegno che, oltre a operare all'interno della Gioventù Cattolica, della FUCI, e di altri gruppi, sfociò nella decisione di entrare a far parte del Terz'Ordine Domenicano, con il nome di Fra' Girolamo, in omaggio al Savonarola, di cui era fervido ammiratore. "E' importante ricordare Pier Giorgio come un cristiano con il carisma dell'Ordine Domenicano, ricordare la sua testimonianza semplice che ha dato della sua fede nel quotidiano senza paura - ha osservato Padre Alberto Viganò, Promotore Nazionale delle Fraternità Laiche Domenicane -, Pier Giorgio aveva una grande forza interiore, era molto forte nelle sue idee, severo e impegnato nel sociale. Per noi è un modello del moderno terziario domenicano. Per i giovani è diventato un modello di santità cui ispirarsi, un giovane moderno, uno studente che amava la vita". Prima della conclusione della Santa Messa, vi sono state alcune testimonianze di giovani rimasti affascinati dallo stile di vita del giovane beato torinese, dalla spontaneità con cui ogni giorno viveva la sua fede, dal suo amore verso Dio e dalla sua disponibilità verso il prossimo. A sottolineare il suo concreto impegno caritativo è stato Fr. Pier Giorgio Taneburgo, un giovane frate cappuccino che nel beato ha trovato l'unione del carisma domenicano con quello francescano e una guida spirituale per il suo cammino di ricerca vocazionale. Al termine della Celebrazione, nel chiostro del convento di Santa Sabina è stata inaugurata una mostra sulla vita del beato - "Conosci Pier Giorgio Frassati" - curata dall'Azione Cattolica Italiana. "La mostra, che rimarrà aperta per un mese, intende raccontare con parole e immagini i tratti fondamentali della vita di Pier Giorgio" ha affermato Wanda Gawronska, nipote del beato e Presidente dell'Associazione "Pier Giorgio Frassati". Si tratta di un itinerario che porta a una conoscenza profonda della breve ma intensa vita del beato, che attraversa le sue vicende di uomo e di cristiano; una lettura data attraverso i testi delle sue lettere scritte ad amici e parenti, attraverso le testimonianze lasciate da quanti lo hanno ammirato; una lettura accompagnata da alcuni brani tratti dalla Christifideles laici, l'Esortazione Apostolica del Papa, per sottolineare come Pier Giorgio abbia anticipato la consapevolezza acquisita dal Concilio Vaticano II rispondendo da laico alla sua chiamata alla santità. Una lettura accompagnata anche da foto che testimoniano la sua gioia di vivere, che documentano momenti condivisi con amici e parenti, che rivelano la sua passione per lo sport e la montagna, come dimostra la foto scattata nell'ultima gita, alle Lunelle, il 7 giugno 1925, un mese prima della sua morte. A questa e ad altre immagini del giovane Pier Giorgio si aggiungono anche le foto che ritraggono alcuni itinerari escursionistici situati in diverse località italiane. Si tratta dei "Sentieri Frassati" che sono stati intitolati al beato per fare memoria del suo amore verso la natura e che vengono presentati alla mostra. "In ogni regione italiana desideriamo intitolare al beato Frassati un sentiero - ha detto Antonello Sica, Coordinatore nazionale del progetto "Sentieri Frassati" [del Club Alpino Italiano] - perché Pier Giorgio ha saputo coniugare l'andare in montagna con il camminare lungo i sentieri della vita. In ogni regione d'Italia stiamo cercando di riscoprire vecchi itinerari religiosi, ma anche itinerari che abbiano una valenza sia naturalistica che storico-religiosa, e li riproponiamo all'escursionista per ritrovare nella storia del territorio la capacità di ammirare il creato e di lodare il Creatore, così come Pier Giorgio ha fatto dell'andare in montagna. Finora sono stati aperti sette sentieri [regionali], l'ultimo dei quali è stato inaugurato nel Veneto l'estate scorsa". Elisabetta Angelucci |