Sul “Sentiero Frassati” del Cai
un escursionismo alternativo

In sei tappe, alla portata di tutti, mette a contatto con le impareggiabili bellezze naturalistiche e i numerosi segni della fede disseminati sul territorio.

Si è soliti festeggiare l’apertura di una nuova alta via che raggiunge la cime di una montagna. Una via in quota, con difficoltà varie e preclusa alla maggioranza. Ma non sarà questo lo scopo della celebrazione di domenica 5 agosto a Danta di Cadore per inaugurare il “Sentiero Frassati” del Veneto, voluto dal Cai.

Non esita a definirlo un sentiero “alternativo” Roberto De Martin, attuale direttore dell’Assindustria di Belluno, già presidente nazionale del Cai e oggi vicepresidente del Club Arc Alpin. Alternativo perché? «Va in controtendenza spiega De Martin rispetto ai percorsi di moda, che salgono sempre più in alto, sempre più attrezzati. Questo sentiero vuole essere invece “un itinerario dello spirito, della contemplazione”».

Si tratta di ottanta chilometri di percorso, agibile tutti i giorni dell’anno, con qualsiasi tempo, da chiunque. Parte da Danta e a Danta ritorna percorrendo sentieri, strade, perfino asfaltate, che permettono in sei giornate di cammino di contemplare il Comelico, di spingersi fino a Sappada, alle sorgenti del Piave e, con qualche fuori programma, di sconfinare in territorio altoatesino.

Tutto realizzato sfruttando l’esistente, assicura Italo Zandonella Callegher che tranquilizza: «Non c’è stato bisogno nemmeno di un colpo di zappa: il tracciato c’era già!». Ed è un tracciato che porta a contatto con i “i tanti segni della fede” presenti in Val Comelico. «Ne sfiora ben 75 precisa Zandonella dei 150 presenti sul territorio. Centoquindici di questi segni vengono descritti nella guida. Un’autentica scoperta anche per me, che pur conoscendo le zone interessate non mi ero mai accorto che ci fossero così tanti capitelli, cappelle, chiesette e crocifissi».

La descrizione dell’itinerario in sei tappe è affidata all’agile guida curata da Mario Fait e Italo Zandonella Callegher. Con poche, indispensabili, ma efficaci notizie, illustra sia gli aspetti naturalistici sia le testimonianze di fede cristiana che si incontrano lungo il percorso. Ed è questo lo scopo principale del nuovo sentiero, intitolato al beato Piergiorgio Frassati: offrire all’escursionista la possibilità di contemplare le bellezze naturali e soffermarsi a riflettere sui segni della fede. Uno scopo che il Cai ha fatto proprio, al tempo in cui a presiederlo era De Martin, e che si è già realizzato in altre cinque regioni d’Italia, dovunque denominato appunto “sentiero Frassati”. Piergiorgio Frassati è un giovane torinese, morto a 25 anni nel 1925, figlio del fondatore del quotidiano “La Stampa” e beatificato da Giovanni Paolo II nel 1990. Socio del Cai, grande escursionista che «amava la montagna e la sentiva come una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l’anima e il corpo». E il Cai nazionale ha raccolto le idealità di questo suo giovane socio: a partire dal 1996, la Campania, il Piemonte, la Calabria, la Sicilia e la Toscana sono le regioni che gli hanno dedicato un sentiero. Quest’anno tocca al Veneto per il quale la scelta è caduta sul Comelico e Sappada.

Un primo risultato è già stato ottenuto, sottolinea il sindaco di Danta, Luigino Menia, che fa osservare come l’itinerario si sviluppi attraverso tutti i comuni del comprensorio e come la sua realizzazione abbia fatto superare ogni campanilismo, attraverso una multiforme collaborazione, per la quale esprime apprezzamento anche il vicepresidente della Comunità Montana ComelicoSappada, Valerio Piller.

Nella realizzazione è intervenuto anche il senatore Walter De Rigo, che ricordando le sue origini comeliane, ha finanziato la stampa della guida Il “Sentiero Frassati” del Veneto In Comelico e Sappada «per un senso di riconoscenza verso la terra natale su cui ho percorso i primi sentieri della mia vita». Si può essere sicuri che all’inaugurazione il 5 agosto a Danta molti altri Comeliani, ma non solo (è prevedibile che anche molti “Cadorini lontani” riuniti a S. Stefano di Cadore per l’incontro annuale si aggregheranno nel pomeriggio alla festa) interverranno alla celebrazione, con il Vescovo Savio, varie autorità e ospiti, tra cui un discendente della famiglia Frassati, il giornalista Jans Gavronski. Soprattutto si può essere sicuri che il “Sentiero Frassati” offrirà agli escursionisti, locali e da fuori, la possibilità di un’esperienza alla portata di tutti, per riscoprire il senso dell’andare in montagna, in un intreccio indistricabile tra umano e divino.

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