ANCHE LA "GIOVANE MONTAGNA" PRESENTE ALLA CHIUSURA DELL'ANNO CENTENARIO DELLA NASCITA DEL BEATO PIER GIORGIO FRASSATI

Particolare della mostra sui Sentieri Frassati nel chiostro di Santa Sabina a Roma (foto Ilio Grassilli)La basilica di Santa Sabina, sul colle Aventino di Roma, è sovente luogo di grandi liturgie, ma credo che raramente abbia ospitato una celebrazione così sentita come quella dello scorso 13 aprile per la chiusura dell'anno centenario della nascita del beato Pier Giorgio Frassati, alla quale la direzione della Rivista mi ha chiesto di partecipare in rappresentanza della Giovane Montagna.
E' stato facile, quella sera, percepire che tutti i presenti erano accomunati da uno stesso sentimento di affetto e gratitudine verso Pier Giorgio. Per ciò che lui è stato e per l'eredità che ci ha lasciato.
La scelta di Santa Sabina non è stata casuale, né dovuta alla sua indiscutibile bellezza, ma al fatto che la stessa sia il "cuore internazionale" dei frati domenicani, alla cui comunità Pier Giorgio apparteneva, come "terziario".
Nell'intensa e gioiosa presenza di tanti giovani frati e suore dell'ordine di San Domenico, di diverse nazionalità (che hanno accompagnato la liturgia con strumenti e canti di alta poesia) si percepiva l'intima soddisfazione per l'appartenenza di Pier Giorgio alla loro famiglia.

Luciana Frassati, sorella del beato Pier Giorgio, insieme con Ilio Grassili che regge la picozza da lui portata, a nome della Giovane Montagna e del CAI, in processione offertoriale nel corso della Messa a chiusura dell'anno centenario (foto Francesco Coscia)La liturgia, preparata con raffinata attenzione ai particolari, ha avuto diversi "momenti forti". Uno di questi è stato il rito della presentazione all'altare, dopo aver percorso tutta la navata centrale, dell'offerta dei simboli: oltre al pane e al vino, un vassoio colmo di beni per i poveri ("avevo fame e mi avete dato da mangiare"), alcuni libri universitari di ingegneria ("la sapienza è uno spirito che ama l'uomo"), un canestro di rododendri ("monti e colline, benedite il Signore), e una piccozza a ricordo della passione di Pier Giorgio per la montagna e "le cose più alte").
Il cardinale Achille Silvestrini ha presieduto la liturgia, mentre l'omelia è stata tenuta dal padre Carlos Azpiroz Costa, che ha ricordato come solo la verità renda l'uomo libero. Che cosa è la libertà? Sì, anche quella di ideale romantico, goliardico, di festa, di alpinismo... ma soprattutto "libertà dalle cose" per essere pienamente disponibili ad amare Dio nei fratelli, come ha fatto Pier Giorgio nel cammino delle beatitudini.
Molto significative sono state le testimonianze di un ragazzo romano e di una ragazza di Salerno che hanno eletto Pier Giorgio come punto di riferimento per il loro cammino umano e spirituale; e la lettura della "preghiera alla Vergine", dal "Paradiso" di Dante, fatta da Jas Gawronski, nipote di Pier Giorgio. Erano presenti tanti altri componenti della famiglia Frassati (fra cui la signora Luciana Frassati Gawronska, sorella del beato, e la figlia Wanda, presidente della "Associazione internazionale Pier Giorgio Frassati"), nonché esponenti di tutti i movimenti di cui Pier Giorgio ha fatto parte.
Festosa la conclusione nel chiostro medioevale, dove sono state inaugurate due mostre: una (per iniziativa dell'Azione Cattolica) che documenta la vita e la figura di Pier Giorgio e che si conclude con una fotografia sulla neve, nella quale egli è ritratto assieme ad altri sciatori durante una gita con la Giovane Montagna. L'altra, curata dal C.A.I. di Salerno (per iniziativa dell'infaticabile Antonello Sica) che illustra gli otto "Sentieri Frassati" già inaugurati in ben sette regioni italiane.
A nome della Giovane Montagna desidero ringraziare Antonello Sica e Wanda Gawronska per aver voluto che quella piccozza fosse portata all'altare da un rappresentante della nostra Associazione.

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